L’enfant sauvage

renziA destra e a sinistra vi è un sostanziale accordo nell’attribuire a Matteo Renzi il ruolo di vincitore assoluto sul ring della politica italiana all’indomani della collocazione di Silvio Berlusconi lontano dal centro del quadrato. La scalata al potere si è concretizzata a ritmo futurista, mietendo vittime fra gli avversarsi e concludendosi col tragicomico fratricidio di Enrico Letta. Continua a leggere

M&S, le “nuove” affinità elettive

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Vi è una grossa differenza fra Goethe e la narrazione politica italiana. Lo scarto non consiste nell’abisso che pur separa il genio dell’Autore dai cervelli formato bonsai dei rappresentanti nostrani. Non è, dunque, una questione poetica, relativa cioè alla fattura delle rispettive opere: di un romanzo oppure di un’iniziativa parlamentare. Si tratta piuttosto di un fatto estetico, riconducibile alla modalità in cui le une e le altre opere sono percepite dal pubblico. La storia di Goethe provocò disgusto ai palati fini della borghesia colta e moraleggiante della Germania di inizio ‘800; l’attività dei politici italiani non desta, invece, nessuno sconcerto, è l’esito naturale della spoliticizzazione del potere.

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Primarie, i titoli di coda sul partitismo

I blog with BE Write

Non ho effettuato la registrazione al primo turno, non farò la rissa per andare al seggio al secondo, ma non è l’argomento voto-a-tutti-i-costi che mi interessa nè nello specifico le primarie del centrosinistra italiano. Il tarlo che in queste ore mi solletica i pensieri riguarda la debolezza della logica dei partiti, del partitismo di casa nostra. Le primarie segno di democrazia diffusa, dal basso, molto Usa, oppure sintomo di un paradigma che finisce? Di un organismo politico incapace di darsi un’identità, che ha bisogno di delegare alla massa il compito di individuare chi deve fare cosa. Alla stessa massa che anziché legittimare il consenso del leader, vorrebbe fare i conti con un leader già naturalizzato dall’interno delle sezioni. Vi prego, non è assolutismo. È solamente la politica dei rappresentanti che si danno alla città, nella misura in cui la democrazia rappresentativa prescrive. Le consultazioni in gara 1, che eleggono i rappresentanti da eleggere, sono la conseguenza della crisi subita dal regime rappresentativo.