Politiche, scorcio di campagna bonsai

ansa.it

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Probabilmente è stata fra le campagne elettorali meno apprezzabili della storia repubblicana. Nel senso che ve ne è stata una percezione fugace, dovuta ai ritmi super veloci della comunicazione contemporanea e ai tempi risicati con cui è nata, si è sviluppata e adesso termina. Siamo all’ultimo scorcio di un tam tam formato bonsai, piccolo piccolo, accorciato nel periodo: appena due mesi; rapido nei messaggi: sintetizzabili in un tweet. Continua a leggere

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Miracolo, quando non ci arrivi con le buone ragioni

Lo statuto epistemologico del miracolo consiste nel flop di un’argomentazione logico-linguistica. Facciamo ricorso all’extraterrestre e al superstizioso quando danno buca le ragioni e i motivi da fornire per dare conto di questo o quello. Una giornata andata male, una bocciatura, un evento positivo o negativo ma imprevisto, una malattia. Proprio perché immersi dentro un mondo raziocentrico, noi conosciamo il miracolo e ne facciamo uso ogni volta in cui le nostre umane ragioni si scoprono troppo deboli. Prima del miracoloso c’è il pensiero critico, quello che individua il limite, il suo limite, lo pensa e tenta di capire se e come valicarlo.

Sul sesso degli antipodi in una conversazione distratta in volo

Tranquilli non c’è nulla di hot, niente che possa provocare sentimenti precoci di eccitazione o sdegno. E’ solo un modo per guardare alla sacca di desiderio che comunque ci portiamo dietro, nonostante le facce pulite (l’uomo è “pensiero desiderante o desiderio pensante”, dall’Etica Nicomachea di Aristotele, che accede i riflettori sul fondo biologico pulsionale riorganizzato ad hoc da quegli animali dotati di pensiero verbale che sono gli uomini).

In aereo si raccontava di un tizio andato in vacanza in Oriente, nei pressi del sub continente indiano. Lì ha scoperto la natura. Ha scoperto che le donne e gli uomini di quel pezzo di mondo non hanno filtri a proposito della concretizzazione fisica di un’affinità elettiva. Per loro è un rito, una maniera per redimersi, per sentirsi felici e appagati di mente e di corpo, senza alcuna altra appendice occidentalmente sentimentale. Ha un che di religioso, di liturgico. Certo, c’è chi lo fa e ci guadagna, ma al netto dell’incasso resta quell’approccio terra terra al piacere che non conosce ansie, che mostra abitudini diverse dalle nostre, stili agli antipodi. Come l’indigena dal seno nudo che ha accolto Kate, la duchessa british ripresa in topless dai paparazzi e ‘ripresa’ nel costume dalla nonna.

topless

topless o non topless?