Desiderio senza pensiero

leonardo-dicaprio-the-wolf-of-wall-street-600x372«Un pensiero che desidera, e un desiderio che pensa, e l’uomo è un principio di questa specie». È noto che questa definizione di animale umano non appartiene alla tradizione postmoderna, sebbene l’intreccio fra razionalità e irrazionalità rischia di far intendere il contrario. L’espressione, intrinsecamente materialista, è di Aristotele che la inserisce nel VI libro dell’Etica Nicomachea. Secondo l’idea guida dell’antropologia concepita dallo Stagirita, la natura umana prevede una compenetrazione di pensiero, che è sempre pensiero verbale dunque linguaggio, e pulsioni. La porzione concupiscibile della nostra anima non è separata dalla parte razionale: le spinte volitive, che pure precedono l’accesso alla ragione e alla parola, sono rimodellate dalla sintassi e dalla semantica una volta che il pensiero sia entrato nella storia naturale. Per noi umani non esistono desideri senza pensieri né pensieri senza desideri. Continua a leggere

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