Io non sono Francesca Chaouqui

Dunque, non si perde occasione per rinvigorire la retorica sulla sottocultura calabrese, sull’arretratezza degli ex bruzi, ora soltanto bruti e gretti a fronte del progresso economico e morale che tocca sempre agli altri e mai a noi. E sono poi soprattutto i calabresi stessi a ridare forza a un simile immaginario (vedi la Chaouqui del titolo o Domenico Naso del Fatto), evidentemente imbrigliati dentro la simbologia dominante che punisce la terra del Sud in nome di una vittoria cui la Calabria mai partecipa, perché è intrinsecamente povera e inetta, quasi a voler naturalizzare una sconfitta che semmai è innanzitutto storica e che rimanda ai fatti antecedenti il 1861. Continua a leggere

Sud e lavoro: sprovincializziamoci

Artisti

Artisti

Badate: non voglio leggere questo film, diretto da Alessandra Mallamo con la supervisione tecnica di Gianluca Nesci, come l’ennesima testimonianza del “buon selvaggio” della provincia del Sud. Mi rifiuto. Il corto, di cui è stato diffuso il trailer in attesa di ultimare la postproduzione, è un documentario che si dà all’attenzione extraregionale perché ragiona su un’ipotesi priva di un radicamento preciso. Continua a leggere

Cultura e capitale

Pop art

Pop art

Il dato che segna la rottura tra la realtà delle cose come sono adesso e il sistema di produzione dominante è che quella del capitale non è la forma più adeguata da assegnare all’essere. La creazione di valori d’uso, presa in quanto tale, non coincide necessariamente con la creazione di merci. Il fatto risulta ancor più chiaro quando si tratta di prodotti della così chiamata industria culturale. Soprattutto quando si pensa che alzare il prezzo della merce sia un buon modo per tornare a posto coi conti e rilanciare la produzione. Errato. Un prodotto culturale non si lascia costringere dentro rigidi schemi strumentali, quantitativi, fatti di solo calcolo e profitto. Perché la cultura necessita di una buona dose di qualità non riconducibili a numeri, tempi omogenei e vuoti, accumulazione di denari. Si badi che non è un discorso volto a celebrare la spiritualità delle arti e dell’ideale dell’espressione culturale. Non è affatto niente di tutto ciò. Il dato, si diceva, è del tutto materiale. La cultura a regime capitalista non significa che il capitale sia la condizione perfetta sotto cui produrla.