Sud e letteratura/2

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Questa recensione del libro di Giorgio Bocca “Aspra Calabria” è apparsa sul quotidiano di informazione regionale “Calabria Ora” nel 2012 e s’intitolava: “Aspettando il Messia. Bocca e il mistero del paradiso perduto: «Dov’è finita Locri fiore d’Italia?»”.

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Io non sono Francesca Chaouqui

Dunque, non si perde occasione per rinvigorire la retorica sulla sottocultura calabrese, sull’arretratezza degli ex bruzi, ora soltanto bruti e gretti a fronte del progresso economico e morale che tocca sempre agli altri e mai a noi. E sono poi soprattutto i calabresi stessi a ridare forza a un simile immaginario (vedi la Chaouqui del titolo o Domenico Naso del Fatto), evidentemente imbrigliati dentro la simbologia dominante che punisce la terra del Sud in nome di una vittoria cui la Calabria mai partecipa, perché è intrinsecamente povera e inetta, quasi a voler naturalizzare una sconfitta che semmai è innanzitutto storica e che rimanda ai fatti antecedenti il 1861. Continua a leggere

Soli da sparare

La canna del gas dei nostri tempi moderni s’identifica con lo stato di chi non ha più né un lavoro né la vicinanza della persona amata. Sono donne e uomini che da dentro il sistema ne finiscono fuori e, spesso, l’estromissione è irreversibile. Chi non ha un impiego o un amore vive l’eclissi delle abitudini tradizionali e, forse, non ne fa più un problema perché l’eccezione è diventata la regola. Il dramma personale che muta in tragedia, invece, vede protagonisti quelli che vengono espunti dalle trame etiche della vita associata. Così sparano. Continua a leggere

Scolacium, chilometro romano sulla 106

Foto di Maria Merante

Foto di Maria Merante

La strada passa in mezzo e taglia in due la maxi-tenuta dei baroni Mazza: terreni a perdita d’occhio coltivati a uliveti, di cui 35 ettari ospitano quello che oggi è il parco archeologico di Scolacium. L’antica città romana alle porte di Catanzaro Lido è raccontata da Cassiodoro, suo ex residente illustre, che le assegna natali omerici. Si narra infatti che fu Ulisse, di ritorno da Troia, a fondare Skylletion, il presidio magno-greco a metà via fra Locri e Crotone. Continua a leggere

Sud e lavoro: sprovincializziamoci

Artisti

Artisti

Badate: non voglio leggere questo film, diretto da Alessandra Mallamo con la supervisione tecnica di Gianluca Nesci, come l’ennesima testimonianza del “buon selvaggio” della provincia del Sud. Mi rifiuto. Il corto, di cui è stato diffuso il trailer in attesa di ultimare la postproduzione, è un documentario che si dà all’attenzione extraregionale perché ragiona su un’ipotesi priva di un radicamento preciso. Continua a leggere

Il terremoto lo “fa” chi vince

Il Pollino non è il nord Italia, è solo il nord della Calabria e perfino il sud della Basilicata. Dopo la scossa di oltre 4 gradi di magnitudo della scala richter di ieri, i media nazionali ne parlano solamente oggi quando il terremoto ha raggiunto punti 2,8. Eppure da dicembre 2011 i comuni compresi tra Castrovillari e Potenza sono in continua fibrillazione e la terra sotto ai piedi dei cittadini si muove.

Il fatto non è stato ritenuto notiziabile. Al netto della strage, al netto degli operai e dei preti morti sul posto di lavoro: che nessuni li tocchi e che riposino in pace, anche le info sui terremoti di natura geologica seguono la moda del tempo. E la moda, si sa, la fanno i vincitori.