Matto o comunista

Fuori dalla porta

Fuori dalla porta

Ieri ho visto L’udienza di Marco Ferreri. Un film post ’68, che apre all’immaginario della lotta contro il potere degli anni ’70, meno poetica e più prosaica di quella del decennio precedente. Chiesa e polizia e puttane fino alla morte. Un ufficiale in congedo bighellona per il Vaticano in cerca di un pertugio per accedere al Palazzo. Vuole il Papa. Deve parlargli. Ma sbatte addosso alla burocrazia e alle guardie, trovando un temporaneo ricovero tra le braccia di una prostituta di cui s’innamora prima di schiattare di fede da solo tra le colonne di San Pietro. Continua a leggere

L’iride sopra Santiago

arcobalenoIl film è già bello sulla soglia e poi ancora prima della fine quando Pablo Larrain mostra i titoli di testa e di coda sfogliati su pagine sporcate di vecchiaia. Il giallognolo colora tutta la pellicola che si sviluppa sul tenore di un noir politico e che mescola insieme immagini di repertorio di venticinque anni fa e scene girate con camere dell’epoca, senza soluzione di continuità fra realtà e immaginario. È il Cile del 1988. Il generale Augusto Pinochet indice il referendum che lo detronizzerà. In No – I giorni dell’arcobaleno sono due gli elementi decisivi fin da subito rilevabili nel titolo ma non del tutto evidenti e dispiegati nel loro carico simbolico. Il primo è la chance, finalmente da cogliere, di negare il regime militare e di re-instaurare un governo democraticamente eletto. Il secondo è l’arco policromo preso a logotipo dagli oppositori per sponsorizzare il fronte del No. Ecco l’Iride sopra Santiago. Continua a leggere

Lugano, Wittgenstein: Il signor N.N. è morto ma sfonda alle comunali

da Infoinsubria

da Infoinsubria

Alle europee del 1984 l’effetto Berlinguer portò il Partito comunista italiano a sorpassare la Democrazia Cristiana. Accadde per la prima volta nella storia e fu anche l’unica. Ai punti percentuali finì con uno scarto dello 0,3, altrimenti sarebbe stato un pari a quota 33. Il segretario era già morto l’11 giugno, sei giorni prima delle consultazioni in cui correva come capolista defunto. Domenica, alle comunali di Lugano ha vinto la Lega ticinese (primo partito con oltre il 35 percento dei consensi) grazie ai novemila voti incassati dal leader Giuliano Bignasca, passato a miglior vita lo scorso sette marzo. Il rito delle elezioni resta impermeabile anche davanti al non esserci più dei candidati, poiché quel nome sulla lista è un fatto pubblico che non si annulla col trapasso di chi lo possiede. Continua a leggere

Urti e chance, oggi ne faccio 29

La vita agra (1964)

La vita agra (1964)

Meglio: oggi va in archivio il ventinovesimo anno d’età. In meno di trenta Alessandro s’inventò l’ellenismo. Qui invece non abbiamo un lavoro fisso, né una donna sempre uguale, e neanche una dimora unica. Insomma, detta così, la vedo parecchio buia e ben poco si dà a portata di mano. Siamo nomadi e sradicati, siamo dei passanti sui marciapiedi affollati. Sì lo so non mi balocco con la storia, non sono da illo tempore, o da paradiso perduto. Allora stiamo su questi cazzo di marciapiedi. Continua a leggere