#filoroccella2013, perché i beni comuni…

stecca profOK

Eccolo il gruppo di intellettuali che, dal 24 al 28 luglio, parteciperà alla quarta edizione

della Scuola estiva di alta formazione in filosofia “Giorgio Colli” di Roccella Jonica:

Gianni Vattimo, Ugo Mattei, Piero Bevilacqua e Bruno Amoroso

e naturalmente il nostro direttore Giuseppe Cantarano

e il saluto del direttore del Dipartimento di studi umanistici dell’Unical Raffaele Perrelli

CLICCATE PER SCARICARE

IL CALL FOR SPEECH DEL COMUNE SAPERE

RISERVATO AI LAUREATI SPECIALISTICI

IN FILOSOFIA, ECONOMIA, SOCIOLOGIA, STORIA E DIRITTO

Perché quello di comune è uno dei concetti più promettenti che un pensiero senza illusioni per l’epoca e privo di timore reverenziale per il potere vigente è chiamato a mettere in conto.

Nella stagione in cui il neoliberismo esibisce i suoi limiti, non colmabili entro una logica di austherity e neanche all’interno di un paradigma di decrescita, poiché tanto il rigore quanto la recessione felice finiscono con l’essere prodotti del medesimo sistema centrato sul capitale, allora una sfida ragionevole è quella che punta alla riabilitazione del comune.

La dimensione del cum, alternativa all’individualismo dell’io tipico non solo dello psicologismo e del cognitivismo ma anche e sopratutto delle esperienze competitive e opportunistiche della tarda modernità, è quella che premia l’intrinseca intersoggettività della natura umana, fatta di trame linguistiche e affettive sedimentate in gruppi e movimenti. Il cum include e si oppone ai modelli di esclusione che celebrano la crescita dei particolarismi e la cultura della proprietà privata.

In Italia è in atto un dibattito politico e giuridico, incominciato con i lavori della Commissione Rodotà sulla riforma del diritto in materia di “proprietà” per come stabilito dal Codice Civile, che prosegue in questi giorni con la Costituente dei beni comuni, presieduta dallo stesso ex candidato al Quirinale.

I beni comuni come l’acqua e la terra, oppure la salute, la scuola e il lavoro, o ancora il patrimonio artistico e archeologico. I beni comuni come le “cose” che appartengono all’intelligenza generale, diagramma di ogni comune, oggi strappata al noi e divenuta la molla della produzione di beni e servizi nell’ambito di ciò che viene etichettato come postfordismo o capitalismo cognitivo.

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