Ecco io… faccio-cose-vedo-gente

Flaminia e Michele

Flaminia e Michele

Forse sta tutto qui: ‘Ecce bombo’ è «solamente un suono». Nessuna cristologia e neanche Nietzsche c’entra. La pellicola che usciva l’otto marzo del ’78 è la celebrazione dei significanti. È l’esaltazione dell’eloquio logorroico, della chiacchiera portata al diapason, dei segni sganciati dai significati. E perciò è geniale. Poiché si misura con la materialità del linguaggio, coi nervi e i muscoli della lingua, con la produttività verbale affrancata da contenuti semantici determinati e restituita al libero uso. Da qui, l’estetica del faccio-cose-vedo-gente che mi resta nell’orecchio e che ripeto ogni volta da capo come in un’ecolalia.

Come un bimbo sulla soglia del verbo mentre impara a parlare. Non significa nulla di preciso. Non ha un referente, non ha un portatore. Ma è un’espressione che ci sta, che s’impiega e basta senza bisogno di spiegazioni. E che nel film è figlia di quella generazione dei tardi settanta, ex sessantottini, rimasti sconfitti nella lotta contro il sistema e che all’epoca si son ritrovati dentro le trasformazioni dei modelli produttivi tradizionali, che con inedito piglio puntavano sulla comunicazione e sulle relazioni sociali, i cui effetti sono apprezzabili proprio oggi. Faccio-cose-vedo-gente è il nome sul cv dei moderni lavoratori dell’intelligenza generale, di coloro che per collocarsi sono chiamati a mobilitare non tanto stress manuale o squisitamente fisico, quanto tensioni da trasmissione di informazioni, da gestione di simboli e segni e rapporti intersoggettivi. Fare cose, in gran parte comunicare, vedere gente, perlopiù sapersi interfacciare coi propri simili. 

Trama:

Michele, Mirko, Vito e Groffedo sono quattro amici, ex ’68, che si ritrovano in casa a fare sedute di autoscienza, cioè parlano e divagano sul senso della vita per tentare di appagare un’insoddisfazione diffusa. Si intrecciano così quattro esperienze diverse, fra problemi di famiglia, sul lavoro e con le donne, finché Michele (Moretti) non si ritrova da solo con Olga, coinquilina di Mirko, a fissarsi l’un l’altra, perplessi…

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One thought on “Ecco io… faccio-cose-vedo-gente

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