FiloModena, poche cose al Volo

Dodicesima edizione del Festival

Dodicesima edizione del Festival

Nelle piazze delle cose distrutte dal terremoto di maggio, le star del pensiero italiano e internazionale riflettono in medias res. Ormai è stato già detto, visto e scritto di tutto sul dodicesimo Festival che si è chiuso ieri e che già ha individuato il tema della prossima edizione. Non un sostantivo, come da tradizione, ma un verbo. Voce dell’infinito ‘amare’. La kermess 2012, divulgativa e spettacolare come è nelle corde dell’evento, non ha mancato di fornire spunti e suggestioni da appuntare sui bloc notes predisposti ad hoc dalla macchina organizzativa. Cose, cose del mondo, cose in quanto merci, cos’è ‘io’, cos’è ‘noi’, cose e fatti e oggetti, feticci e reificazioni.

E, poi, c’è chi si è chiesto che cosa c’azzecca Fabio Volo, all’interno di un cartellone filosofico. E, allora, Guccini? Volo (e anche Guccini) non è un intellettuale, ma è uno che si è inventato show-man e scrittore (Francesco, invece, com’è noto, è un narratore impegnato), perfettamente in costellazione coi tempi, un comunicatore che ha fatto il suo sul palco di Piazza Grande a Modena, senza mostrarsi troppo fuori posto rispetto alla performance dei metafisici.

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