Se questo ‘non’ è un uomo. Dramma dei migranti a Locri

Primo Levi

Primo Levi

La stampa racconta che gli scafisti lo hanno ammazzato di botte e poi gettato a mare. Perché chiedeva dell’acqua. E il suo insistere è stato ritenuto poco opportuno. Metodi da kapo. Un gesto che registra quanto poco basti a non riconoscere più l’altro come proprio simile. Basta dire che lui “non” è un uomo. E ucciderlo peggio di un cane. La negazione annulla, seppur per un tempo circoscritto, quel meccanismo perfino neurale che permette il comune sentire. L’anestesia del reciproco riconoscimento, però, segnala pure un’altra cosa. Che l’autore della sospensione della mutua empatia è lo stesso che la subisce. Cioè un tipo dotato di dimestichezza con le parole e con le negazioni. Chi non riconosce l’altro è fatto della stessa sua pasta. La vittima avrebbe potuto anticiparlo dicendo a sua volta che lui “non” è un uomo. Al mondo, c’è solo una forma di vita capace di uccidere per un goccio d’acqua: l’animale che sa dire di “no”.

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