Il messia di Calabria secondo Bocca

 

Stralcio del capitolo

 

“Il ritorno di Pitagora” è il titolo di un capitoletto del volume “Aspra Calabria”. Un libro-reportage, un odi et amo continuo dell’autore piemontese nei confronti di questa periferia estrema dell’Italia e dell’Europa. Il passaggio sul filosofo di Crotone dà conto di un enigma. Bocca, appropriandosi dell’interrogativo dei «calabresi colti e miti», si domanda che fine abbia fatto il passato glorioso della Magna Grecia. Perché si sia esaurito e abbia lasciato il posto a un «presente feroce e rozzo». Si tenga conto che il testo è del 1992, ma l’argomento è attuale. Pitagora è un simbolo, sta per quell’epoca in cui, a dire di Platone, Locri era fiore d’Italia. C’è gente in Calabria che attende il ritorno di Pitagora. Che aspetta la forza messianica che arrivi e rivendichi i soprusi, redima i disonesti, restituisca la terra agli uomini. Per il ritorno del messia ogni giorno è quello buono. Ogni giorno è quello del Giudizio. Ogni ora occorre essere pronti. L’estetica dell’attesa del messia non è statica, ma dinamica. Anzi, alterna moto e quiete. Solo così aspettare Pitagora è proficuo. Altrimenti, è solo la conferma, raffinata sì ma anche ipocrita, dell’inerzia vittimistica che affligge la gente di Calabria. Soprattutto quei «calabresi colti e miti».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...